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Sommario

    Per fare il calcolo bisogna tenere in conto:

    1) Lo stipendio annuo lordo (lo chiameremo Costo A)

    2) L’aggravio dato da oneri previdenziali, TFR, Inail eccetera (Costo B)

    Lo stipendio annuo lordo

    Quello che molti chiamano RAL (Retribuzione Annua Lorda) è la somma di tutti gli stipendi ricevuti nell’arco di un anno solare.

    Attenzione però: si tratta degli importi lordi, che includono cioè le tasse e i contributi previdenziali che il dipendente è tenuto a pagare.

    Una precisazione importante: i contributi previdenziali per un dipendente sono in parte a carico di quest’ultimo (per circa ⅓, per intenderci il 9,19%) e in parte a carico del suo datore di lavoro (i restanti 2/3). La parte a carico del dipendente è quella inclusa nella RAL, quella a carico del datore è invece una voce a sé stante.

    Contributi a carico dei dipendenti

    Ma torniamo alla parte di contributi a carico dei dipendenti: questi, a differenza dei lavoratori autonomi, non pagano personalmente questi importi. Spetta al datore di lavoro trattenerli e versarli periodicamente allo Stato (l’Irpef) e all’INPS (i contributi).

    In questo senso il datore di lavoro è detto sostituto di imposta, si sostituisce cioè al lavoratore nel pagamento delle tasse. Nella busta paga, quindi, è sempre indicato sia l’importo lordo che quello netto. È quest’ultimo quello che il lavoratore vedrà comparire sul suo conto corrente a fine mese.

    Questo importo è facilmente individuabile sul cedolino prodotto, e costituisce la base per calcolare il costo A. Capita che non si sia in grado di individuare il lordo ma solo il netto, cioè quanto viene versato ogni mese. Il calcolo preciso del lordo partendo dal netto è un delirio, ma ci sono due scorciatoie.

    Prima scorciatoia: Da netto a lordo


    A a occhio e croce possiamo dire che il lordo è pari, in media, al netto mensile moltiplicato per 1,53 e poi moltiplicato per il numero di mesi previsti dal Contratto Nazionale di lavoro cui l’azienda aderisce.
    Ad esempio la dipendente Francesca prende 1.600 euro netti al mese con un contratto con quattordici mensilità. Il suo lordo annuo sarà dato da: Costo A = 1.600 x 1,53 x 14 = 34.272,00 €

    Gli oneri previdenziali a carico dell'azienda

     

    Ottenuto in un modo o nell’altro lo stipendio lordo annuo dobbiamo aggiungere gli oneri previdenziali a carico dell'azienda. 

    Come anticipato, i contributi previdenziali sono pagati in parte dal dipendente (tramite trattenuta in busta paga) e in parte dal datore di lavoro. La parte a carico del datore, non inclusa nella RAL e non visibile in busta paga, è un altro importante elemento da considerare per calcolare il costo aziendale di un dipendente. Si tratta, per intenderci, delle somme necessarie a garantire al lavoratore la pensione (contributi INPS) e l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali (contributi INAIL).

    Il loro importo varia in base alla RAL del lavoratore e a vari altri elementi: tipo di attività svolta dall’azienda (commerciale, industriale, agricola); dimensioni e natura giuridica della società; qualifica del dipendente. e il Trattamento di Fine Rapporto, e una serie di altri costi quali l’Inail, il fondo Est, il contributo Quas per i quadri, eccetera. Gli oneri lato azienda sono pari a circa il 31% dello stipendio lordo. Il TFR invece è pari a circa l’8%.

    Seconda scorciatoia : Da netto a costo azienda

    Prendete il netto mensile e moltiplicatelo per trenta. Otterrete il costo annuo già compreso di oneri previdenziali: ciò che abbiamo indicato come CostoB ; Quindi Francesca prende 1.600 euro e CostoB = 1.600 x 30 = 48.000,00.

    Approssimando per semplificare, lo stipendio lordo va moltiplicato per 40%. Quindi abbiamo CostoB = CostoA per 1,4.

    Se si tratta di dirigenti bisogna aggiungere circa quindicimila euro per i versamenti ai vari fondi.

     

    A questo punto, hai tutti gli elementi necessari per calcolare il costo annuo del tuo dipendente. Ti basterà infatti sommare la RAL, il TFR e i contributi INPS e INAIL a carico del datore di lavoro calcolati per ogni dipendente su base annua (e aggiungere poi, se ci sono, gli ulteriori costi eventuali).

    Nota sulle scorciatoie

    Questi dati sono grossolani e faranno rizzare i capelli in testa a molti. Servono come valore indicativo se non si hanno a disposizione i dati puntuali per fare il conto preciso.

    Per gli stipendi più bassi le scorciatoie indicheranno un costo più elevato di quanto non sia in realtà e viceversa per gli stipendi più alti. Intorno ai 30mila euro di RAL sono abbastanza accurate.

    Autore

    Domenico Rea

    Consulente del Lavoro @PayFit

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